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Solo coloro che hanno fede sfidano e rovesciano il destino!
Credeteci! E lottate!
Il mondo, lo si perde o lo si prende! Prendetelo!
Nel deserto umano, in cui belano tanti montoni, siateci leoni!
Forti come loro!
E come loro intrepidi!
E che v'aiuti l'Iddio!



 





I movimenti stilistici che animano la scena rock and roll sono diversi. Si differenziano l’un l’altro per abbigliamento, modo di pensare, preferenze musicali e aspetti sociologici. Fino ai primi anni novanta, questa differenziazione era più marcata solo oltre gli italici confini. In Italia, Hep Cats, Rockabillies, Teddy Boys e Rockers era solito trovarli in comuni contesti musicali. Fino ai primi anni novanta il meeting di riferimento per gli appassionati del fifty style è stato il raduno annuale di Forlì “Mister Rock’n’roll”. Consumatosi quel periodo, per qualche anno a parte sporadiche feste, in Italia nessun appuntamento fisso. La continuità all’ormai archiviato Mister Rock’n’Roll è stata data da Mauro “Buddy”, Virgil e Bruno in Lombardia, Lukino in Veneto, e sempre in Veneto Ciccio con il suo 100% rock’n’roll, Sandrino, Ala-Dino, Leo e le Rockin dolls in Emilia Romagna. Alternandosi, hanno organizzato eventi musicali con la partecipazione di tutte le realtà sopra elencate. La situazione è radicalmente ed irreversibilmente cambiata intorno al 1997, con la fondazione del primo club Rocker Italiano, il Rockers Klan. Oggi con i termini Rocker e Rock'n'Roll s'identificano in manièra generica e semplicistica chi suona o ascolta musica Rock. In realtà, la parola rocker assume un significato che va ben oltre la musica, un vero e proprio stile di vita. Il vocabolo Rocker è il denominatore comune di musica, motocicletta, religione ed etica. Rocker è sinonimo di Ton-up-Boy o Greaser. Questo appunto è doveroso perché nel nostro caso il nome Rocker è da associare a quel movimento culturale che nasce negli anni Sessanta ma che si rifà stilisticamente e musicalmente agli anni Cinquanta. Il fenomeno Rocker ha sempre suscitato l'interesse e l'attenzione di sociologi, giornalisti e storici. A riguardo esiste una vasta quanto esaustiva bibliografia, cito alcuni testi: "Sottocultura, il fascino di uno stile innaturale" di Dick Heb-dige; "Teddy Boys, rockettari e cyberpunk* di Francesco Donadio e Marcello Giannotti; "Storia del rock 1" di Piero Scaruffi; "Rockers” di Johnny Stuart. Tutti concordano che il movimento Rocker nasce e si sviluppa in maniera atipica rispetto ad altri fenomeni socio-culturali giovanili. I Rockers si differenziano per innato senso di conservatorismo e protezionismo per i valori tradizionali, tant’è che la musica, cioè il Rock'n'Roll (superato come genere ormai da un decennio) lo si contrapponeva al moderno sistema globalizzate e la motocicletta era intesa come un cavallo d'acciaio urbano. I Rockes percepivano il R'n'R come uno scudo, utilizzato per ripararsi dai micidiali colpi branditi dall'emergente New Age (ancora agli albori) che bene sì mascherava dietro la psicadelia, non a caso i dissapori con i Mods. Dunque, i Rockers sganciati da ogni logica livellante, non incanalati nelle valvole di sfogo create e gestite dai grandi burattinai del sistema imperante, sfuggono alla degenerazione sociale e morale, rifiutando l'ateismo, droga, immigrazione incontrollata, aborto, confusione dei sessi! …allora, cosa fare? – la cosa più semplice; ricalcare le orme che hanno spinto i rockers in Inghilterra a dar vita al Club 59, ma nella forma più pura ed originaria, quella che ha fatto la storia dei famigerati "Ton-up boys". Nell'anno domini 1997, dall’idea di un gruppo di rockers residenti nella città di Trento, Emilio, Enrico e Jimmy viene fondato il Rockers Klan; il Rockers Klan nasce per annoverare nel proprio sodalizio tutti i Rockers che sentono proprie le istanze che hanno caratterizzato la storia dei Rockers della prima ora. Il sodalizio, per soli Rockers segna il passo, ma soprattutto un solco pre e post 1997, infatti la scena rock’n’roll italiana fino al 1997 era stata caratterizzata da una partecipazione al “fenomeno” da amanti del genere, solo per una passione dal coinvolgimento ludico, rispetto al post 1997 che vede i Rockers del Rockers Klan vivere la scena rock’n’roll, oltre che per un impulso meramente ludico, anche e soprattutto per un sentimento etico sociale, retaggio impolverato, di quelle istanze che originarono il movimento Rocker e Teddy Boy. L’associazione è disciplinata da un regolamento, al quale devono attenersi i membri del club. Come simboli distintivi ha scelto due toppe. Rispettivamente vanno apposte sulla giacca di pelle ed il gilet. Le toppe, sono una di tipo rotondo, nella quale è ricamata un teschio, con in alto poggiate due bandiere a destra la confederata a sinistra la bandiera del proprio paese di appartenenza. La seconda toppa è di forma rettangolare, la quale volutamente per rispetto ed apprezzamento è stata pensata prendendo come spunto la toppa della stessa forma, ideata già dal club 59. Attualmente il Rockers Klan oltre che in Italia è presente in Inghilterra, Finlandia, Portogallo, Ungheria, Spagna, Francia. Il rapporto dei Rockers con la loro motocicletta travalica la passione, è un rapporto intimo quasi morboso, la motocicletta per il Rocker è come il cacio sui maccheroni, infatti è concepita come unico mezzo di locomozione, l'automobile una necessità, tant'è che ogni occasione è buona per mettere la sella sotto il sedere. L'utilizzo della motocicletta non è finalizzato allo sfoggio fine a se stesso a raduni o manifestazioni in generale, dove occorre mettere in bella mostra la motorella! Come sopra accennato, il rapporto con la propria motocicletta è cosi personale che ognuno sceglie la moto che preferisce, dunque per principio facciamo nostro il detto che tra "Rocker e Motocicletta non mettere il dito". Nessuna preclusione verso alcun marchio e modello. I membri del nostro sodalizio hanno indirizzi diversi, chi è attratto dalle moto inglesi, come ad esempio Alex che può vantare d'essere proprietario di una BSA, una Triumph e una Norton, chi come Nicola è orientato verso i marchi italiani, due Guzzi e due Laverda, Max Mimi possiede un' Harley-Davidson, Cristiano è ducatista, ecc. È comunque privilegiato io stile Calè Racer. Dall’anno della fondazione del Rockers Klan, il club ha promosso noi innumerevoli iniziative, un susseguirsi di feste e concerti , con decine e decine di gruppi musicali chiamati da ogni parte d’Europa ad esibitisi dal vivo, capaci di offrire il miglior Rock’n’roll che si possa sentire in circolazione. I primi anni avevamo fissato un appuntamento fisso annuale, il primo meeting si svolse a Trento, la line up era composta da tre bands, due britanniche Rimshots e Sureshots ed una svedese, Wildfire Willies and the Rumblers. Gli anni successivi il meeting ebbero luogo a Cadine un quartiere di Trento. In seguito, la location fu indirizzata verso altre città. Modena in particolare. Paghi del lavoro, svolto decidemmo di porre fine al meeting annuale, in quanto riusciti a tamponare quel “buco”, che si era creato dalla fine del Mister rock’n’roll, in Italia si era rinfocolata la scena fiftyes, grazie ad altri appuntamenti musicali annuali che mano mano erano diventati dei riferimenti annuali molto più grandi dei nostri modesti concerti. Per non perdere il “vizio”, nell’arco dell’anno solare continuiamo ad organizzare appuntamenti musicali di piccola entità, usufruendo della disponibilità e collaborazione di alcuni esercizi commerciali. In oltre i nostri incontri sono segnati da scorrerie in motocicletta per le strade di tutta Europa, sempre con la stessa la meta, la ricerca di buon Rock'n'Roll. Non va dimenticato, che per un lungo periodo un bar di nostro riferimento è stato la Cantinota di Vicenza, gestito da Zio Toni. Oggi, il nostro grande impegno è indirizzato alla Rockers Klan reunion, che si tiene una volta all’anno, al quale appuntamento sono tenuti a partecipare tutti i membri delle divisioni europee della grande famiglia del Rockers Klan. Tutte le manifestazioni che organizziamo non hanno scopo dì lucro, il Rockers Klan si autofìnanzia con una retta mensile, l'equivalente di due birre medie. Se a fine anno avanza qualche euro lo devolviamo in beneficenza. Oltre alle manifestazioni ludiche il sodalizio, una volta l'anno, per rinfrancare lo spirito trascorre due giorni presso l'Istituto religioso Mater Boni Consilii. Nella galassia che accomuna gli amanti degli anni Cinquanta, il Rocker sì differenzia per una connotazione stilistica e morale precisa! Noi Ton-up-Boy viviamo il nostro mondo, consapevoli della società e dei tempi in cui viviamo. Noi non viviamo un film, non siamo affetti da sindrome di Peter Pan, né tanto meno disadattati ai margini della realtà, noi siamo parte della realtà, che vive e lascia vivere e come ogni altro essere umano stimolato da sentimenti, affetti, passioni, esigenze fisiche e metafisiche, consapevoli di dover render conto alla nostra coscienza! concludo affermando, senza presunzione ma con piena consapevolezza che il Rockers Klan non ha subito la storia del Rock’n’roll, la sta semplicemente scrivendo da protagonista, in Italia ed in europea, e perché no, anche nel mondo, infatti un gruppo di rocker giapponesi da qualche tempo manifestano il desiderio di affiliarsi al Rockers Klan! p.s. questa intervista è dedicata al caro amico defunto Maxpunk (R.I.P.) a tutti i membri del Rockers Klan, fuoriusciti ed attuali, perché nel bene o nel male tutti hanno avuto il merito di contribuire alla grandezza di questo esclusivo club, del quale posso vantare d’essere il riferimento primo tra i pari. Per l’Onore d’Italia, Mai Domi!!


ROCKERS KLAN ITALY

Emilio (Italy)

Pancio (Italy)

Maxi (Finland)

Paulo (Portugal)

Zoltan (Ungary)

Josè (Spain)

Dave (U.K)

Carlo (France)