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VI° Street Rock’n’Roll Party – 28 giugno 2003 Meleti (LO) 

La sesta edizione dell’ormai consueto meeting annuale del Rockers Klan ha avuto luogo abbastanza lontano da Trento, la sua terra d’origine. Infatti quest’anno lo “Street Rock and Roll Party” è stato organizzato in provincia di Lodi, nelle campagne circostanti Meleti, in uno sperduto lembo di Lombardia compreso fra l’Adda e il Po, dove il granturco, le mucche e le zanzare la fanno da padrone; qui si trova la Cascina Bevilacqua, splendida cornice per il Party.
Purtroppo i ragazzi del Rockers Klan non potevano prevedere che il tempo (inteso meteorologico) avrebbe giocato a loro sfavore. 
Infatti, dopo che nel primo pomeriggio era caduta qualche goccia, le nuvole parvero aprirsi e, sulle teste brillantinate dei presenti, era tornato a splendere il sole. Si decise dunque di allestire l’impianto all’aperto, dove il giorno prima era stato fatto montare un grosso palco, dimodochè l’impatto visivo e acustico sarebbe stato all’altezza delle bands ospitate, di cui si dirà. Invece, poi, terminate tutte le operazioni di montaggio e soundcheck, allestiti anche i vari gazebo e stands, il cielo parve incazzarsi seriamente e verso le 21:30-22, si ebbe l’impressione di essere in Alabama appena prima di un tornado. Sentite le prime gocce, si realizzò che bisognava smontare tutto per non provocare danni alle attrezzature, alle piastre dei dj ed agli strumenti. Concerto annullato? Niente affatto!!! 
La cascina, infatti, è dotata di un grande salone-ristorante con un palco in fondo; con una frenetica opera di smontaggio-trasporto-rimontaggio, lo spazio musicale è stato trasferito all’interno in una manciata di minuti. Ovviamente le dimensioni del palco, il volume e la qualità del suono erano ridotte, data la nuova ubicazione del palco e l’allestimento a tempo di record del fonico piacentino Cello. Intanto, fuori, le goccerelline di pioggia si erano tramutate in un autentico nubifragio, mettendo la testa fuori dalla porta non si capiva più qual era il sopra e il sotto… 
Ma ecco che, dopo mille peripezie (veniva giù l’acqua dal tetto sul palco…), il concerto ha inizio!!!
La prima formazione a prendere posto, e a fare anche gli onori di casa (cercando di tenere alta la bandiera) è stato il Rockin’ Sam Trio, che ha eseguito un repertorio di cover neo-rockabilly, british, e anche pezzi classici anni ’50 ma suonati in maniera più aggressiva. Il trio è composto da Rockin’ Sam alla chitarra e voce, poi al contrabbasso Claudio (ex Avviso di Sfratto) e alla batteria MaxPower, che non sapeva che farsene di sgabello, toms, timpano e charlestone, e ha suonato per tutto il concerto in piedi, del resto il sound del trio italico è piuttosto straycatsiano. 
Il gruppo ha suonato per un’ora, poi spazio ai dj.
Dopo la pausa di record hop, ecco sulla pedana gli spagnoli Bop Pills, che presentavano un nuovo chitarrista solista, Spike, un inglese che vive in Spagna e che, come gli altri, sapeva il fatto suo. La formazione catalana è un quartetto, alla chitarra acustica e voce c’era Jorge, al contrabbasso suo fratello Daniel, mentre il loro batterista, il mastodontico Blas, era più ortodosso del precedente. Lo stile della band in sostanza è originale e molto ‘50s, a differenza del primo gruppo. I quattro hanno tenuto palco egregiamente e l’esecuzione è stata di alto livello. Una sola parola: eccezionali.
Ancora pausa dj, ma ecco che la febbre cominciava a salire, l’altmosfera in sala diventava rovente: stava per prendere posto sul palco una autentica istituzione per gli amanti del rock and roll!!! 
Ed eccolo lì, a cinquant’anni suonati, altissimo, con la sua banana laccata e la sua chitarra nera a tracolla: Mr. Sandy Ford & The Flying Saucers!!!
Da quando ha cominciato a suonare (il primo pezzo non poteva che essere “Flying Saucers Rock & Roll”) c’è stato carne e macello, e davanti al palco si era formata una autentica “frittata” di rockers che si accalcavano per esultare e cantare a squarciagola, ovviamente bevendo come delle spugne (da chissà dove era sbucata una “certa” bottiglia di rosso… che casualità…ma lasciamo stare che è meglio…). Sandy Ford è stato impeccabile, il suo stile alla chitarra era semplice, essenziale e infallibile, la sua voce limpida come quella di un ragazzino (non ha toccato una goccia di alcool prima del concerto…) Il contrabbassista, un ceffo sulla quarantina, era molto bravo, mentre alla batteria c’era un ragazzo brillantinato, valido senz’altro, che si è scoperto essere il figlio di Sandy Ford (!!) il quale, dopo il concerto, ci ha rivelato che qualche sera prima aveva suonato a Londra, con suo figlio alla batteria e sua moglie al basso elettrico (doppio !!). Lì davanti letteralmente non si capiva un cxxxo dall’entusiasmo, specialmente quando hanno fatto il numero del timpano: durante una canzone, lui e il figlio hanno portato il timpano in mezzo al palco, picchiettandolo con le bacchette, poi Sandy ha cominciato a percuotere il contrabbasso (mentre il suo socio lo stava suonando) dopodichè tutti hanno ripreso il loro posto e sono andati avanti col pezzo, il tutto senza mai perdere il tempo!!! Inoltre ha letteralmente “innaffiato” le sue canzoni di marce confederate e del suo tipico “raunching”.
Niente da dire, è stato formidabile, veramente da urlo!
Quando stava per lasciare il palco, gli sono stati messi in mano due trofei sbucati da non so dove, e poi a furor di popolo ha concesso ben due bis, poi però farlo suonare ancora sarebbe stato disumano, anche perché durante il concerto non si era certo risparmiato.
Finite le esibizioni live, i dischi di Wainer e Buddy hanno continuato a tenerci compagnia fino a tardi, mentre il tasso alcoolico medio in sala era andato alzandosi vertiginosamente. Geniale la trovata di una certa cara conoscenza, che, sicuramente nel pieno delle sue facoltà (soprattutto “pieno”), con nonchalanche si è acceso la motocicletta, è entrato in sala, e dopo varie tappe l’ha letteralmente parcheggiata davanti ai dj, dopodichè come nulla fosse si è messo a ballare.
Con l’ora tarda la sala andava svuotandosi, e già si poteva vedere qualcuno collassato sulle panche. Deve essere stata una notte umida per chi ha dormito in tenda, il bollettino meteorologico si è fatto beffe anche di loro…
Il giorno dopo, sotto un sole cocente e quantomai beffardo, gli ultimi resti umani hanno fatto i bagagli e se ne sono tornati a casa. 
Il Rockers Klan saluta i presenti, e invita tutti alle prossime iniziative, che certo non mancheranno!

Calella Rock'n'Roll holidays 03/06/2003

Finalmente dopo quattro anni di assenza siamo riusciti a tonrnare in terra Iberica ad uno dei festival del Rock’n’Roll piu’ belli d’Europa .E’ propio così anche quest’anno dal 31 di Maggio al 9 di Giunio si e’ svolto a Calella tipico paesino di mare Spagnolo, 60 Km prima di Barcellona lo Screamin’&rock’ n’roll holidays 2003.Dopo un lungo viaggio il nostro gruppo di rockers e’arrivato nel bel mezzo della festa in spiaggia il pomeriggio del 5 di Giunio ed accompagnati dalle note dei Texabilly Rockers ci siamo avvicinati al bancone del bar come assetati nel deserto,per dare inizio alla fiesta!!! Dopo pochi minuti avevamo già capito che tipo di festa ci attendeva nei giorni a venire,infatti una volta preso possesso della camera da letto e fatto una bella doccia ci siamo diretti al calar del sole al Western Saloon,dove si sarebbero esibite due bands spagnole niente male (Ella and the Roosters and the Brioles) e molto probabilmente una delle due potrebbe esibirsi ad uno dei prossimi party del Klan,e credetemi sono banbs che musicalmente sanno il fatto loro.Potrei andare avanti cosi per pagine e pagine raccontarvi le persone che ho conosciuto e quelle che ho potuto reincontrare,le lunghe bevute al bancone del bar della spiaggia a quello del locale notturno fino alle sei del mattino,alle fantastiche bands che si sono esibite e a quelle che non ho potuto vedere perche’o eravamo troppo ubriachi per capire cosa stavamo ascoltando o troppo stanchi dalla serata alcolica precedente.Il problema di questo festival e’ che c’era veramente tanto da fare per quel che riguarda l’intrattenimento musicale e naturalmente le serate più importanti sono il venerdì e il sabato e tra le due serate le bands e gli artisti che mi accingo ad elencare sono quelle che mi sono piaciute di più: the Casey Sister (usa) Ray Campy, Phil Haley & the Commnts (uk) the Cordwood Draggers (uk)the Lazy Jumpers(sp).Una volta finiti i concerti la festa si trasferiva in altri locali a seconda della serata con il record hop e c’erano addirittura alcune mattine che la fiesta continuava là dove era iniziata : in spiaggia.Infatti parte del pubblico del roc’n’roll si ritrovava tutti giorni al Beach Party Bar, a rilassarsi sotto i raggi del sole a pranzare con enormi piatti di Paiella o come veniva chiamato in questa speciale occasione, free barbecue,e a bere birra o aperitivi sotto l’ombrellone tutto con un costante sotto fondo di musica rock’n’roll che in alcuni casi era suonata dal vivo con tutte le sue conseguenze.L’anno prossimo spero di riuscire a tornarci  non i 7 come quest’anno ma in 15 e di cantare non Rumbe in Brigthon ma Rumbe in Calella. 
 

Rock a Beer Festival  ---  24/5/2003

Grazie al vulcanico Ciccio, abbiamo avuto una piacevole serata musicale in quel di S.Matteo della Decima (BO)
Il party, situato presso il centro sportivo locale si è aperto nel tardo pomeriggio con l'arrivo degli habituè di questo tipo di concerti.... fa veramente piacere vedere che chi è appassionato non perde tempo e si sciroppa un po di strada per appagare la sua "sete" di buon R'n'r.
Infatti, le aspettative non sono state deluse:
Ad aprire il party, sono stati i T-Model Boogie, nuova formazione composta da Wainer e Fester dei Jailors rispettivamente alla voce/contrabbasso e alla chitarra, insieme a Spillo dei Belli di Waikiki alla batteria e,con la collaborazione per un paio di pezzi di Antonella alla voce, i quali ci hanno proposto un repertorio 50's di alto livello, tanto da meritarsi i complimenti del gruppo "star" della serata, ossia i Foggy Mountain Rockers.
Questi ultimi, alla loro seconda esibizione Italiana,giunta provvidenziale per i fans italiani del genere. nonostante qualche problema tecnico hanno fatto sentire a tutti i presenti l'energia del loro infuocato Teddyboy Style, coinvolgento il pubblico in cori degni di un concerto di Crazy Cavan quando è in forma.
Cos'altro dire di più.....gruppi e fans si sono divertiti e hanno gozzovigliato...al prossimo party allora!

Ready-Teddy-Go 4-7 Aprile 2003

Stivali...li ho,mutande...forse,gilet...c'è tutto si può partire.Ed ecco che il Klan è pronto per un'altra scorribanda...,destinazione "READY-TEDDY-GO".Superate le difficoltà del mattino presto e le birre della notte tarda,mi trovo con altri 12 baldi giovani e non (PANCIO)a Bergamo,seguito dopo qualche ora dal genio della carta d'identità scaduta, per recarmi nella terra del fish&chips,dei rockers e della tradizione.ll viaggio devastante considerando le 3 ore di macchina dopo l'aereo,ma dentro di noi la voglia di dimenticare la routine dell'ITALIA per un week-end all'insegna del R&R è fortissima.Arrivati!!Ed ecco apparire tra le strade di CLEETHORPES ciuffi e risvolti che ci fanno sentire a nostro agio del resto,anche noi,non passavamo inosservati vista anche la nostra giovane età e da subito come per i giorni a seguire veniamo salutati,abbracciati,fotografati e filmati come parte di un'unica famiglia... Tutto è ben organizzato e ci ritroviamo nel salone dei concerti con una pinta in mano senza avere il tempo di cambiarci ,con DJ che si alternano sulla console e TEDS e ROCKERS lanciati in balli travolgenti. E ora arrivato il momento della presentazione del primo dei 14 gruppi... Sarei un bugiardo a dire di averli visti tutti,anche perche 20 ore al giorno di birra e R&R sono troppe anche per me.Sono riuscito a rimanere sveglio almeno per i gruppi che più mi interessavano,ed eccoli salire sul palco,siamo qui soprattutto per loro,i"FOGGY MOUNTAIN ROCKERS"'... Fantastici per tutta la durata del concerto, questo gruppo tedesco farà parlare di se in futuro o almeno lo spero.Si alternano poi sul palco in ordine:"SKY ROCKERS",SUGAR CREEK TRIO",per arrivare a ELLIS&THE ANGRY TEENS"dalla FINLANDIA che trovo grandiosi,come del resto l'esibizione dei "WILD CATS"gruppo tedescolandese, gia visto in quel di TRENTO.Hanno suonato poi i "KENTUCKY BOYS"e"BLACK RAVEN"risquotendo un ottimo successo, lasciando poi il palco ai"SILVER BULLETS"e ai "RAZZLE DAZZLE" che però non ho visto perche ubriachissimo stavo frustando il talebano(Diego di MI)in mezzo alla pista. Finalmente è l'ora della performance dei famosissimi"CRAZY CA V AN & THE RHYTHM ROCKERS"che io non avevo mai visto e sono felice perchè ho davanti a me un pezzo di storia, sono bravi e capaci ditrascinare il pubblico che canta tutte le loro canzoni e di lui cosa dire... UN IMBRIAGON DE MERDA!!!Anche il gruppo di casa i "RIOT ROCKERS" è stato grande e noi del KLAN non ci siamo persi un solo istante del loro conncerto.. .Mi è stato detto che hanno suonato anche i"MATCHBOX"e"SANDY FORD" ma per saperne di più dovreste chiedere al mio fegato!!! C'era un discreto numero di pubblico tra i quali TEDS con la storia scritta sulla pelle,ROCKER segnati dal tempo e un folto numero di PIN UP che però,ahime,superava la sessantina, il tutto contornato da "PORTACHIAVI" (gli Elfi esistono) e ubriaconi locali,in poche parole il nostro caro e amato stile inglese.Cosa dire... è arrivato anche per noi il momento di ritornare in patria anche perche i momenti belli si sa volano e cosi dopo una lunga notte in compagnia del finlandese Jary,di cui sentirete ancora parlare, delle "perle"(e ostriche) di saggezza di Enrico,le pastasciutte di Tony,gli insulti al talebano (ora ci credi ai miracoli??) e vari gas emanati dai nostri intestini spappolati eccoci di nuovo a casa con in testa un'unica domanda...A quando la prossima SCORRIBANDA???

Dario

 

 

!° Dutch Teddyboy Meeting - 22 Marzo 2003

12 ore di viaggio sono ben valse per raggiungere la piccola cittadina di Vlissingen, situata sul mare nel lembo più a sud-ovest dell'Olanda, la quale -dato il contesto- richiamava alla memoria una piccola Brighton.
Già nella serata del venerdì presso un pub il concerto dei locali PV & The Heartbeats ha allietato i primi arrivati....ma il meglio doveva ancora venire.
Infatti nella giornata di Sabato, già da poco dopo l'una di pomeriggio, si è radunata una piccola folla di Teds e Rockers, tra cui una nutrita compagine di Inglesi e Francesi, davanti al teatro situato sul porto che ospitava l'evento.
A partire dalle 2 i dj (tra cui vale la pena di ricordare l'inglese Steve "Stack of Wax" ed il Tedesco Stefan "Lou cifer" Pfeifer) hanno cominciato a riempirci le orecchie di buon R'n'R
Dalle 4 invece i gruppi si sono alternati: Partendo dai 2-Tones (NL)con "la" contrabbassista veramente d'eccezione, ai Pipeline '61 (NL) con un ottimo repertorio british primi '60 degno dei Rapiers , a Ronnie Nightingale & The Haydocks (NL) dall' energicissimo Teddyboy Sound per passare poi ai francesi Long Black Jackets (ex Confederate Teds) anche loro ottimi.
Arrivato il turno dei Tedeschi Kentucky Boys è stato bello constatare che la defezione di Luigi non ha scalfito la loro bravura, visto anche che il nuovo chitarrista Thomas è ben più di un semplice rimpiazzo!
Penultima ad esibirsi è stata l'inglese Jean Vincent accompagnata dai 2-Tones....che dire, è sempre un piacere sentire una delle -poche- voci femminili del R'n'R.
Una bella sorpresa è stata l'esibizione di Crazy Cavan & The Ryhthm Rockers:
Dato il fatto che la band al completo aveva - come al solito - raggiunto un livello alcoolico misurabile con una mongolfiera piuttosto che con un palloncino tutti si aspettavano un esibizione assai penosa.
Invece, più di tre quarti del concerto sono stati condotti in maniera impeccabile ed energica,con un Lyndon Needs che ignorava il taglio procuratosi ad un dito che ha schizzato di sangue la sua chitarra!!!
Tra vecchi e nuovi successi si è sentita persino una bellissima versione di "Puttin' on the Style" del compianto Lonnie Donegan, scomparso qualche mese fa.
Alla fine l'alcool ha avuto ragione della band....che ha chiuso però il concerto e la serata regalando un nuovamente impeccabile bis.
Otto

!° Rock’n’Roll Party of the Year - 10 Gennaio 2003

Reduce dalla lussuria e dagli eccessi derivati dai festeggiamenti di San Silvestro, il popolo dei cats si è radunato nella discoteca “Mamamia” di Senigallia (AN), dove, il 10 Gennaio, è stato organizzato il primo party del 2003, per battezzare il nuovo anno all’insegna del rock and roll! L’intenzione è quella giusta, credo… Max ed io siamo arrivati quando la serata ancora doveva cominciare, dopo un viaggio in cui… ma lasciamo stare va che è meglio…Da ogni dove la gente è accorsa senza badare ai chilometri, del resto l’organizzazione (Angelo di Ol’Woogies, che saluto) lasciava intendere che sarebbe stata una cosa seria, e, in effetti, così è stato.Il programma prevedeva gli italiani King Lion & The Braves, poi, dalla terra di Albione, i Big Six e la solista Helen Shadow; inoltre dietro la consolle si sarebbero succeduti Dino (Aladdin’o), Slam dall’Inghilterra e Mr. OI’Woogies. 
Mentre gli animi si scaldavano, e si curiosava un po’ qua e un po’ la fra vari stands di oggettistica, vinili, abbigliamento e consimili, ecco prendere posto sul palco il primo gruppo, King Lion and The Braves. La formazione, la cui prestazione a me personalmente è piaciuta molto, presentava tra le sue fila Lucky dei Good Fellas al basso elettrico e alla voce. Con lui il pianista dei Good Fellas, un batterista, e alla chitarra Steve, che, ai tempi, ha suonato nei Rebel Cats di Forlì, ed è stato anche il primo chitarrista dei Good Fellas; tutti sono stati molto validi. E, sorpresa, come special guest Wainer (dimmi un po’, com’è il giro di Misirlou?) alla chitarra ritmica e voce. Questo fior fiore di formazione ha eseguito parecchi classici di sano rockabilly, rock and roll e surf, e devo dire che, nonostante siano stati un po’ statici su quel palco enorme, alla fine si sono meritati il mio elogio, per quello che può valere (!!)
Subito dopo è stato il turno dei Big Six. Il sestetto inglese è composto dal chitarrista/cantante Sugar Ray Ford, ex Flying Fortress, da un contrabbassista del quale sfugge il nome, ma che milita anche nelle fila degli Stargazers, 2 sassofonisti, che non conosco, cosi come il pianista, e alla batteria Mr. Ricky Lee Brawn, il quale ha suonato anche con Space Cadets, Stargazers e Killer Brew. I Big Six hanno eseguito magistralmente un repertorio piuttosto vario, alcuni brani swing, qualche ballata, qualche pezzo con contaminazioni latine e messicane, dello ska; tra i pezzi proposti, “Dixie Peach” e “The Boys Will Rock You”. Sporadiche le visitazioni, musicalmente parlando, del territorio che ci è più familiare. I musicisti, come ho già accennato, sapevano il fatto loro, avendo spaziato appunto tra diversi generi eppure mantenendo sempre un tiro impeccabile; il tastierista ha avuto occasione di sfoggiare le sue doti di virtuoso, non facendo notare la mancanza di chi originariamente occupava quello sgabello, ovvero Mr.
Mike Sanchez. Sugar Ray Ford, come chitarrista molto bravo e piuttosto “jazzato” nei fraseggi, aveva anche una bella voce. I due fiati poi hanno fatto la loro parte egregiamente. L’impatto visivo dei Big Six non è cosa da poco, è bastato notare il taglio decisamente sovrabbondante dei loro completi a quadrettoni bianchi e neri, stile Comets, per capire l’origine del loro nome… un po’ banale, ma che vuoi… Nel complesso: bella esecuzione, bello spettacolo, bravi i musicisti, ma rock and roll io ne ho sentito un po’ poco…
Ad un certo punto, si aggiunge al sestetto Helen Shadow, solista inglese, nonché moglie del batterista Ricky Lee Brawn, anche lei ex Killer Brew. La cantante sfoggiava un abbigliamento western e portava un taglio di capelli piuttosto maschile. Ma, lasciando perdere le quisquilie, aveva anche una bellissima voce, che però non si è certo prodigata a far uscire fuori… Esecuzione buona ma asettica, la Shadow ci ha proposto del rockabilly/country, ma il tutto, francamente, suonava un po’ moscio.
Finite le esibizioni live, la serata è continuata col sottofondo dei d.j.s.
Alla fine della serata, pista semivuota, i buttafuori hanno provveduto a sgomberare il locale: chi l’avrebbe mai detto, erano già le quattro del mattino. L’atmosfera, decisamente goliardica e gioviale (e in questo non certo ostacolata dai fumi dell’alcool) si è trasferita all’esterno dove, a causa di una pioggerellina fastidiosissima e un freddo cane, ci si è riparati tutti sotto il tendone di un chiosco di panini. In conclusione, la serata è stata piacevole, saluto tutti quelli che c’erano; ringrazio inoltre Angelo per il suo prolifico impegno.

9 Novembre 2002 Restless rock’n’roll

La cornice di questo concerto era sicuramente fuori dagli schemi, infatti le bands che si sono esibite erano musicalmente e stilisticamente variegati.I Malnatt, formazione milanese hanno proposto un punk/core, i Civico 88, anch'essi lombardi un oi/punk, gli americani Youngland un punk, che sfociava in pezzi che tendevano al classico Dixe rock'n'roll ed in fine gli inglesi Hawknights, che hanno suonato il più classico rock'n'roll anni '50.
La discoteca dove si è svolto il concerto era affollata da Rockers ed in prevalenza Skinheads. Ai rognosi di sempre trovarsi in un contesto del genere gli avrebbe causato un arresto anafilatico, ma per fortuna non vi era la presenza di rotti nel culo, così la serata è scivolata solo all'insegna della buona musica e del divertimento. I primi a suonare sono stati i Civico 88 di Maurizietto. L'indimenticabile cantate degli ormai sciolti ADL 122, in questa band è il batterista, strumento con il quale spadroneggia. Dopo di loro, ecco sul palco la formazione di Norberto e Vortex, i quali hanno ottimamente impressionato la platea, la quale si è scatenata in un pogo vibrante, quando sono state cantate "Malnatt" e la stupenda e significativa "Resistenza Bianca". Eccezionali! Ma ora si cambia genere e musica, infatti sono di scena gli Hawknights, due dei loro componenti per Noi rockers sono un'istituzione del rock'n'roll. Alla chitarra il mitico Ray Firty, per altro anche caposezione del RockersKlan inglese, ed alla voce Wainy boy, anch'egli anagraficamente datato, e alla batteria ed al contrabasso, due giovinastri, che certo non hanno sfigurato. Il loro sound è stato travolgente, facendo danzare anche gente insospettabile che certo rocker non è! Certamente non sarà la loro ultima apparizione in italia.
E' ora il turno della band geograficamente più distante dall'Italia: - dall'America gli Youngland ! -
I quattro californiani sono un portendo, la platea già riscaldata dalla band precedente non fa fatica a lasciarsi trasportare dalle sonorità americane. L'esibizione delizia e diverte per circa un ora, e quando giungono a suonare l'ultimo brano, tra il pubblico sembra calare lo sconforto, ma non c'era più niente da fare, la serata era quasi giunta al termine. Il tutto si conclude con musica non live, e ad occuparsi della faccenda ci ha pensato Elvio DJ.Arrivata l'ora della chiusura del locale si stenta a fare uscire i più affezionati alle spine del bancone, ma alla fine anche loro…

 

31 Ottobre 2002 “Don Divino” Reggio Emilia

Il 31 0ttobre 2002 al "Don Divino", nella provincia di Reggio Emilia, vi è stata una festa con l'esibizione di tre bands. Il locale era ben strutturato, munito di un ottimo palco, e di una buona console, da dove i DJ della serata, all' anagrafe Dino e Ralph Malf si sono dati da fare per allietare i convenuti. La sala è ormai piena, e i Carogna'n'Rebel iniziano la loro performance, spaziando dal Surf, al rock'n'roll più classico, dimostrando eccelse qualità musicali, a ruota li seguono gli ormai consolidati Jailors. Come al solito Wainer e company sono all'altezza della situazione riuscendo a togliere il gelo dai titubanti vogliosi di muovere le chiappe. Ormai l'atmosfera è al punto giusto, quanto scoccano la loro prima nota i Mystery Gang. Questa formazione a calcato gli scenari di tutta europa riscuetendo sempre un ottimo successo. Dall'ultima volta che li avevo sentiti suonare, in un meeting di Monaco, gli Ungheresi hanno cambiato genere, passando da uno stile Straycatziano, ad un authentic rockabilly davvero lusinghiero, molto bravi, nulla da invidiare a band che propongono lo stesso genere, ma più blasonate! La serata si è conclusa in modo classico, ovvero con i soliti irriducibili che hanno aspettato la chiusura del locale.
Il giorno dopo, i Mystery Gang si sono esibiti a Vicenza, in Catinota in un contesto molto pù familiare. La scelta si è rivelata giusta, infatti chi li ha riascoltati li ha potuto apprezzare fino in fondo, garandendo che questa band non ha nulla da invidiare a nessuno. Un solo aggettivo:Grandi!!!

CADINE-TRENTO 29 giugno 2002

V° STREET ROCK’N’ROLL PARTY

 Ebbene, lo STREET  ROCK’n’ROLL PARTY è giunto alla V° edizione: Come le precedenti anche questa volta, il meeting non si è smentito, rimanendo all’altezza del blasone acquisito negli anni. Dunque, chi bene è stato abituato non lo si poteva certo deludere, difatti per i numerosi amanti ed appassionati accorsi, il divertimento, e la professionalità delle bands sono stati d’obbligo.

Il venerdì precedente alla festa , si è svolto in un bar del centro di Trento un pre-meeting con del record-Hops con il quale s’è voluto dare il ben venuto, a chi è giunto in trentino anticipatamente. Ma volata  la nottata di venerdì, eccoci proiettati al sabato in questione. Infatti, già dalle cinque del pomeriggio “Ralph Malf DJ“ , si destreggia dietro i mixer, accompagnando  con il suo record-Hops le spine della birra, che parevano muoversi a tempo di musica.  E tra una birra e l’altra i convenuti hanno cominciato a prendere di mira il barbecue. Bistecche, hamburger e wurstel svaniscono a vista d’occhio. L’aria che si respira e davvero scanzonata. Il parcheggio antistante ai bungalow del camping è ormai stracolmo di motociclette: Ducati, Guzzi, Norton, Harley, Triumph, Suzuki, etc., chi a voluto rifarsi gli occhi c’è sicuramente riuscito.

Ecco prendere posizione sul palco i Starliters. La prima cosa che va ad occhio è il rimpasto della formazione milanese, la quale ritorna al numero originario di quattro elementi, e che alla batteria c’è una new entry, ovvero Franco, in arte “Yoghi “ ex Hi-Tone. Quindi il valore nel complesso non ha perso nulla, dimostrando ancora una volta, che sono da annoverare tra le migliori rockabilly bands in Europa. Conclusasi la loro performance, a dare seguito alla musica ci pensa Fabio dj: da Milano con il suo carico di vinile, i quali li  ha fatti saltare da un piatto all’altro. Ecco di scena i Lenne Rockers, band che da decenni impazza in ogni angolo d’ Europa e del mondo. I Tedeschi riescono a dare subito una carica al pubblico presente, che involontariamente si lascia andare in danze sfrenate. Il loro repertorio è quasi esclusivamente western’n’roll, suonato egregiamente, che unito al modo spettacolare di tenere “ palco “ , innescano una reazione esplosiva. Il tempo scorre velocemente, e la band, che non si è risparmiata, conclude il concerto.

Ancora del  record-hops ad opera del TeddyBoy-man Elvio , il quale ci delizia con del sano Britsh Style, anticipandoci così, l’inclinazione musicale dell’ultima band che metterà piede sul palco. Ormai l’euforia è alle stelle, e quando i Wild Cats scoccano la loro prima nota è un tripudio. Questa è una band tedesca misto olandese, che vede i natali nei primi anni ’80, la quale al culmine dei propri successi si scioglie, ma per la gioia dei fans, da qualche anno si è ricomposta, mietendo gli stessi successi di un tempo. D’ altro canto i musicisti che compongono la band sono di primissimo piano, vedi Kees Van Bemmel: voce-chitarra, già chitarrista di Johnny Burnette.La loro esibizione, senza alcuna retorica, è stata stupenda, e sentire la loro ultima canzone, che ha concluso il concerto è stato rammaricante, ma si sà…come tutte le cose belle…!!!

La serata giunge al termine, e i più temerari aspettano il sorgere del sole, mentre i più stremati prendono posto nelle loro tende.

Anche questo meeting si è concluso nel migliore dei modi, ed il Rockers Klan non può che rinnovare l’invito alla prossima iniziativa.

15/16 giugno 2002 -2°

International Confidential

Ed ecco la seconda edizione del Milwaukee confidential. Anche quest’anno Virgil e company hanno fatto le cose in grande. La cornice rimane quella dell’anno passato, ovvero il Milwaukee 50’s diner di Varedo-Milano. Gli appassionati affluiti sono stati molti, provenienti da ogni parte d’Italia e Europa. La serata ha inizio con uno dei migliori gruppi italiani: i Dale Rocka & the Volcanos. I siciliani non smentiscono la loro vena Autenthic Rockabilly, dimostrando di non essere secondi a nessuno. Dopo di loro è il turno dei Lusitani 49 Specials. I cinque portoghesi sanno il fatto loro, , e per gli appassionati del western-swing è stata una più che piacevole oretta in loro compagnia. Un po' di pausa con i Dj’s, ed ecco pronto sul palco con la sua chitarra tra le mani, lo statunitense Nick Willet. Il ragazzo di Chicago ha talento da vendere. Il suo Rockabilly è molto graffiante, dal tipico timbro americano. Il tempo vola, e cantate le ultime canzoni, lascia spazio ai colonizzatori americani, ovvero gli Houserockers. Il duo inglese -pardon!- il trio prende da subito in mano la situazione dimostrando che la loro classe musicale non è acqua, e tra una canzone e l’altra sparano le loro ultime cartucce, salutando così il pubblico italiano che per la prima volta li ha visti esibire in suolo italico. La serata si è conclusa con l’alternarsi dei Dj’s ai piatti. Il giorno dopo, per gli insaziabili vi è ancora la possibilità di ballare, grazie a Ivan, Virgil e company, che si sono alternati nel record hop, fino all’esibizione dell’ultima band: i King Louie Combo. Sicuramente il più conosciuto di questa formazione è il batterista, perchè già membro degli Hot Stuff e dei Simon &the Starchiefs. Il genere proposto da questi ragazzi provenienti dalla Confederazione elvetica è un rockabilly  classico, che spesso salta nell’ Hillbilly . Tutto fila  liscio fino al termine del meeting. Tres bien!

26/27 luglio 2002

International Rockabilly-Rock’n’Roll meeting

Il raduno tedesco che stiamo per raccontarvi ha un sapore del tutto particolare. Infatti alla narrazione del meeting va aggiunto il modo in cui vi si è arrivati. L’appuntamento è al primo autogrill, dopo l’uscita autostradale di Trento, direzione Bolzano. Come d’accordo alle 08:30 del mattino arrivo nel punto prestabilito, dove incontro Alex, Max e Nicola, rispettivamente provenienti da Modena e Brescia. Fatto un rabbocco di olio alla mia Boneville, ci mettiamo in marcia direzione Germania. Tutto sembra andare per il meglio, quando però, più ci avviciniamo al Brennero e più ci rendiamo conto che il nostro abbigliamento è inadeguato al clima che ci siamo trovati davanti, ovvero tipicamente invernale. Unico rimedio trovato per  raggirare l’ostacolo è stato una buona bottiglia di whisky. L’accorgimento adottato è stato risolutivo per il nostro proseguo, infatti, nonostante, una pioggerillina sbifida che ci ha tenuto compagnia fino a Monaco, tutto è filato liscio.

Preso soggiorno presso l’albergo, che preventivamente l’amico Walter ci aveva trovato, ci muoviamo presso l’ippodromo cittadino, luogo dello svolgimento del festival. Al nostro arrivo il concerto era appena iniziato, e a suonare c’era una band specializzata in cover  di Elvis Presley. Dopo di loro è il turno degli spagnoli Nu Niles. Alla chitarra l’impareggiabile Mario Combo, anche chitarrista dei catalani Bop Pills. L’esibizione è stata senza sbavature, e contrariamente a come che ci avevano abituati hanno suonato un rockabilly più classico che authentic. Adesso è il turno della formazione austriaca Black Slacks. La band è composta da 4 elementi, che assieme danno vita a un sound orecchiabilissimo e travolgente. Il pubblico è ormai carico, e quando mettono piede sul palco gli italiani Marco Di Maggio e la sua banda è un tripudio.Il valore di questo trio non lo scopro di certo io, ma non è retorica se dico che nel loro genere sono unici. La serata giunge al termine, e finalmente dopo i chilometri macinati e le ore di musica, il letto!

Il sabato la rappresentanza italiana si fa più numerosa, si nota subito la presenza di Macca, Elvio, Ciccio, Otto ed altri. L’esibizione delle bands inizia il pomeriggio presto, avvicendandosi sul palco i Seatsniffers, i Buffalo Chips, i Race Cats e gli italiani Hormonauts. Le ore passano spensierate e tra una birra e l’altra, scatta per tutti i rockers l’ora cruciale, è il momento dei Flying Saucers. Sand Ford è monumentale, il suo Stile Inglese è grandioso. E’ talmente travolgente, che ci siamo ritrovati alla fine dei suoi brani senza  rendercene conto. Dopo di lui è la volta di Crazy Cavan. La loro esibizione è stata di m....Per rispetto al loro passato mi trincero dietro a un silenzioso No comment. Passiamo al bidone della serata, ovvero l’americano Joe Bennett e i suoi Sparkletones; un giudizio? Come direbbe Alberto Sordi, una CHIAVICA! Il tutto si conclude a mezzanotte e qualcosa, sotto gli occhi increduli dei presenti!!

Il ritorno in Italia è stato piacevolissimo, infatti contrariamente all’andata il sole ci ha accompagnato per tutto il viaggio.

25 MAGGIO 2002

Reggio Emilia

...E’ proprio vero, chi non muore si rivede! Se vi state chiedendo chi è il redivivo, è presto detto: i Restless. Proprio così, il 25 maggiodel 2002 a Reggio Emilia, presso il c.s. Maffia si è svolto un concerto con tre bands: i Sands, i collaudati psychobilly Evil Devils e gli inglesi Restless.

La partecipazione al party è stata numerosa, e di buon ceto sociale!!!!

Ma andiamo per ordine. I primi ad esibirsi sono stati i Sands, formazione emiliana da poco formatasi, ma con musicisti già collaudati nella scena r’n’r, per citarne qualcuno, Spillo ex batterista dei Lucky Linetti e Davide ex contrabassista degli Hollywood Playboys, elementi che da soli possono bastare per garantire una esibizione di qualità. I Sands si sono esibiti per circa un’ora, sfoderando un repertorio rockabilly classico validissimo. Ma è tempo di cambiare musica, ed ecco scoccare le prime note degli Evil Devils. Davide, ha dovuto fare gli straordinari, perchè anche  contrabassista di questa band, consumandosi  certamente le mani, perchè i ragazzacci ci danno dentro, e nel loro genere sanno farsi valere. Ma ecco il momento tanto atteso: i Restless. Per me, è stata un’emozione particolare , perchè dall’ultima volta che li ho visti sono passati 10 anni, infatti la data della loro esibizione risale a uno degli ultimi Mister R’n’R a Forlì, comunque bando i sentimentalismi e passiamo ai dati di fatto. I britannici sfoderano il loro storico repertorio, ripercorrendo tutti i brani del Lp che li aveva consacrati musicalmente. Il loro sound è eccellente, nessuna sbavatura, peccato dover sentire il loro ultimo brano, ma cosa volete, per tutte le cose belle c’è una fine!

La  serata giunge al termine piacevolmente, con i DJ della serata: Monfa e Luchino, che per la serata prediligono Elvis (per fortuna c’è ancora gente che non si è dimenticata del Re). Bella serata!!

7 - 13 LUGLIO 2002

 Rockin’ 50 FEST – GREEN BAY di  REDHOTPAOLA

 

Certo che riuscire a fare un’accurata recensione del “ Rockin’50’s fest “ di Green Bay ( Wisconsin ) richiede spazio e memoria accurata per descrivere le sensazioni e i particolari momenti da tutti noi vissuti, i concerti,gli artisti con le loro performances e la gente sul luogo conosciuta.

È stata una settimana colma e fantastica,il programma che cominciava dal primo pomeriggio per inoltrarsi fino a tarda notte e la sensazione generale che la gente presente fosse lì soprattutto per la musica e non per quello che di solito gira intorno ad un qualsiasi altro meeting o festival europeo o americano(tipo Hemsby o viva Las Vegas).

Questo è quello che è apparso un po’ a tutti noi e che altrettanto ci ha portati a Green Bay:l’evento in sé per ciò che rappresenta a livello musicale è storico per chi come noi è appassionato di rock and roll e rockabilly music.

Un totale di circa cento artisti e bands in un susseguirsi di ritmo e note.

Ogni giorno era una sfida contro il tempo controllare la line up per non farsi scappare le varie performances e cominciare così la giornata con il concerto di Mac Curtis o di Sleepy La Beef e continuare con i Comets i Crickets,Janis Martin,Johnny Powers, Billy Lee Riley, Glen Glenn… e con le migliori bands degl’ultimi anni a partire dagli storici Restless e Polecats che hanno segnato gli anni ottanta fino alle ultime formazioni europee tra cui Jack Baymoore, Nu Niles…i nostri Di Maggio Bros Insieme a nuove band americane! Tutto questo suddiviso fra tre stupende sale all’interno dell’Oneida Casinò che ha organizzato lo spettacolare evento per festeggiare i suoi otto anni di attività!!!

Ogni concerto,devo ammetterlo ha procurato in me sensazioni forti…la classica pelle d’oca e le lacrime agli occhi dall’ emozione, sapere di essere lì e assistere al live di un artista che negli anni cinquanta suonava o cantava davanti ai ragazzi di allora!!e per non finire accorgersi di essre tra la folla di persone arrivate da tutto il mondo e allo stesso tempo dagli stessi artisiti presenti per esbirsi al festival…

Così tanto da vedere, così poco tempo a disposizione!

Tutto è filato liscio per non parlare del personale e del servizio d’ordine del casinò…tutti così cortesi e amichevoli,nel tipico stile della gente americana.

Stand di abiti e accessori Vintage insieme ad un’ampia scelta di cd completavano l’intera manifestazione rendendo il tutto ancora più appetibile!

Il viaggio inoltre è risultato altrettanto piacevole grazie alla presenza di numerosi amici italiani(una ventina) e grazie all’organizzazione di Angelo Ol’Woogies che ha curato ogni minimo dettaglio per facilitarci la permanenza in quel di Green Bay!

Ho portato a casa e conserverò sempre nel mio cuore ogni dettaglio e so di parlare a nome di tutti i cats italiani presenti.

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